giovedì 30 agosto 2012

Elezioni e d'intorni


Elezioni e dintorni

Le leggi elettorali racchiudono nella loro architettura le più svariate contraddizioni, vengono partorite in momenti particolari finendo per diventare oggetto di scontro eterno. Una legge nata in un certo periodo finisce per essere antitetica in un periodo successivo per  gli stessi che   l’ hanno voluta  perché non più funzionale alle loro neccessità per via delle trasformazioni avvenute nei partiti strada facendo, per cui bisogna rimodellarla per renderla funzionale alle esigenze della casta. Da Roma a Palermo e fino alle periferie più estreme l’imperativo è uno e uno soltanto,riguadagnare la poltrona ,ed ecco in campo tutte le formule e le variabili più bizzarre, dalle alleanze –le più improbabili –alle formule folli partorite dai nostri dirigenti di partito ,guerre intestine e non, veti incrociati e insulti ,ma programmi zero.  Tutto si racchiude in una semplice addizione condita con qualche formula che limiti il potere dell’elettore, dalla quale si ricavano proiezioni future e probabili spartizioni di poltrone. Noi elettori,purtroppo, di memoria corta ,continuiamo a recarci alle urne senza riflettere su quanto è accaduto in passato e su cosa potrà accadere in futuro.Il sistema clientelare - sapientemente costruito negli ultimi vent’anni e causa certa della crisi attuale - è l’architrave di tutto ciò.  Anche questa volta a mio avviso i soliti noti la faranno franca in quanto a vario titolo stanno ricomponendo il  quadro di sempre senza preoccuparsi del “popolo sovrano” che dice a gran voce di non riconoscere più questa classe dirigente.  A Roma si cerca di fare una finta legge elettorale per garantire i notabili della politica e  sempre per restare in tema, in Sicilia nascono alleanze innaturali ed improbabili pur di guadagnare Palazzo D’Orleans  e Palazzo dei Normanni - Lombardo docet- Insomma niente programmi e niente riforme, per cui niente cambiamento. Nella nostra provincia,  volendo tracciare un quadro per approssimazione  in riferimento alle elezioni del 2008 considerato che su 90 seggi –avrebbero dovuto essere 70 ma Lombardo ha pensato bene a dimettersi prima dell’approvazione della riforma-  ne occuperemo tre o quattro, il quarto eventualmente  con i resti su base regionale, considerato che ci saranno una decina di liste con tre candidati per ogni lista e che,  quindi, soltanto tre liste avranno un eletto, salvo che qualche lista non abbia un risultato doppio rispetto a tutte le altre. Facile dunque comprendere quante  liste e quali liste e quante candidature e quali candidature non hanno speranza. Di seguito ho inserito il link dell’ufficio elettorale della regione   autonomielocali.servizio5uo1@regione.sicilia.it  dal quale si possono verificare i dati. Tutto ciò dovrebbe servire a farci comprendere quanta confusione viene creata ad arte, illudendo gli elettori per racimolare qualche centinaio di preferenze per accreditarsi alla corte di qualche “sovrano”.  
Il prossimo anno si vota anche nella nostra città e la nuove legge elettorale dovrebbe mettere qualche paletto al solito mercato delle vacche, soprattutto, per gli autoreferenziati che dovranno cercare casa, in quanto il loro pacchetto azionario mal si  concilia con lo sbarramento previsto dalla nuova legge elettorale che scoraggia il proliferare di liste civiche ad personam,  pertanto oltre alla loro “dote” dovranno trovare collocazione in liste “sicure” a danno di quanti  si candidano per credo e per passione. Questo sarà il vero banco di prova per i partiti tradizionali.


venerdì 3 agosto 2012

Foto liboriobutera.com
Lo sciacallaggio , in politica è, purtroppo,  il modo di fare o addirittura una tecnica di quanti che, a seguito di disgrazie, tentano di speculare. Cercando di attirare l’attenzione su se stessi con iniziative e proclami postumi che a nulla servono.La nostra è la città dei comitati postumi, delle iniziative postume, vedi ospedale, sp4 e, adesso, il bosco comunale. L’importante è, mettersi sui giornali con posture da ritratto settecentesco, insomma siamo bravissimi a soffiare nella parte più caudale dei piccioni. Col senno di poi non si risolve granchè. Molti che oggi si ergono a paladini del bene comune hanno ricoperto cariche politiche importanti e non mi pare che si siano mai occupati, quando potevano, dei problemi che oggi a gran voce sollevano tardivamente. Elencare i problemi è cosa semplice, prevenirli è molto più difficile, perché ci si scontra con la realtà con quella realtà, fatta da piccoli interessi e privilegi individuali contro i quali nessuno è disposto a schierarsi. G.Venezia