Con delibera N°10 del 26/02/2014, su proposta della III^commissione consiliare,composta dai consiglieri,Alberghina, Picicuto, Cursale, Velardita e Ferrara,con un elenco di contestazioni e di rilievi,minacciando addirititura l'intervento dell'ARPA(Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) , il consiglio comunale,ai
sensi sell’articolo 32 bis dello statuto, istitutiva una commissione d'indagine
su Acquaenna. Ora a prescindere dal fatto che il consiglio
comunale può istituire commissioni d’indagine su fatti e atti che riguardano il
comune o sue partecipate e non certo su società nelle quali il comune non ha nessuna
partecipazione, vedi Acquaenna
, semmai il controllo dovrebbe avvenire attraverso l’ ATO idrico, società che
ha affidato ad Acquaenna il servizio,
dove il comune è rappresentato dal Sindaco
che potrebbe e dovrebbe dare tutte le risposte ai quesiti della
commissione. In ossequio all’articolo
32 bis dello statuto la commissione si era data 90 giorni di tempo per relazionare in merito all’indagine in consiglio comunale, il quale, a sua volta,
avrebbe dovuto esprimersi, adottando o meno un proprio provvedimento. Da
allora sono passati sette mesi e la commissione non ha dato più segni di se,
tantomeno il consiglio comunale è intervenuto nella vicenda. Ora era evidente
ed è evidente che la istituzione della commissione aveva scopi, probabilmente,
meno nobili e meno istituzionali di quanto si voleva far credere, e cioè, tirare
la giacca ad Acquaenna, una sorta di atteggiamento minatorio certamente non molto velato,
volto a ottenere qualche favore personale,
che probabilmente è stato ottenuto, visto che ad oggi pare che tutto si sia
insabbiato e nessuno ne parla,compresa la cosidetta opposizione. Quindi dubbi è perplessità sulla vicenda sono più
che pertinenti.
giovedì 18 settembre 2014
mercoledì 3 settembre 2014
domenica 27 luglio 2014
giovedì 3 luglio 2014
| Tanto Rumore Per Nulla |
In gran fermento il solito teatrino della politica piazzese, con i soliti noti, pronti a esibirsi su tutto senza concludere nulla - vedasi la vicenda dell’ospedale Chiello - senza rendersi conto che alla fine quasi sempre rasentano il ridicolo se non addirittura il patetico. A tenere banco, ultimamente, è la vicenda relativa alla istituzione dei liberi consorzi e il grande dilemma shakespeariano, Enna si Enna no. Come al solito la posizione chiara e precisa dell’ amministrazione comunale e del Sindaco che esprime il nulla manifestando il niente, “Mi corre l’obbligo di rammentare che l’amministrazione da me guidata non ha preso impegni con nessuno quindi siamo in condizioni di scegliere ciò che è più giusto per Piazza” Tra virgolette, tutto quello che è riuscito a dire il Sindaco a mezzo stampa sui liberi consorzi, davvéro notevole. Da notare che la legge è stata pubblica il 24 marzo U.S, e che oramai mancano meno di 90 giorni per decidere il da farsi, se si considera che bisogna probabilmente modificare lo statuto, che la delibera deve essere approvata da una maggioranza speciale, e che bisogna indire un referendum confermativo, la incomprensibile dichiarazione del sindaco è solo vuota retorica. Come al solito il Sindaco e l’amministrazione da lui guidata non prendono posizione, meglio tenersi liberi non si sa mai . Si sono celebrati due inutili consigli comunali per decidere di non decidere, aggrappandosi a motivazioni pressoché inesistenti. Dando uno sguardo alla legge che istituisce i liberi consorzi, si capisce perfettamente che si tratta di una legge burla, tant’è che alcuni gruppi parlamentari all’ARS stanno raccogliendo le firme per chiederne l’annullamento.
In buona sostanza vengono eliminati gli organi elettivi, i consorzi non saranno più organi istituzionali come le province, ma saranno enti strumentali dei comuni e, quindi, non avranno più funzioni impositive, ma il resto rimane così com’è, compresa giunta e presidente, insomma un vero omaggio alla democrazia, fermo restando che funzioni e competenze saranno stabilite con una legge che verrà, e chissà quando, cosi come recita il continuamente richiamato comma 6 dell’articolo 2 della legge medesima.
Ora proviamo a porci qualche quesito:
1) Se è vero come è vero la provincia di Enna conta circa 172000 mila abitanti stando all’ultimo censimento del 2011, Piazza conta circa 23000 abitanti, il distacco di Piazza Armerina dalla provincia di Enna porterebbe il numero di abitanti a circa 149000 per cui in virtù dell’articolo 12 della legge istitutiva dei liberi consorzi Piazza non può aderire ad altro consorzio, i nostri cosidetti amministratori hanno preso e verificato questo aspetto?
2) La rappresentanza in seno al libero consorzio è data dal rapporto tra il numero dei cittadini residenti nel singolo comune e quelli residenti nell’intero consorzio, quindi in un consorzio che conta svariate centinaia di migliaia di cittadini, Piazza avrebbe un peso quantificabile attorno allo zero.
3) Con la istituzione dei liberi consorzi gioco forza bisogna ridisegnare i collegi elettorali, guarda caso di questo aspetto nessuno se ne sta occupando, che possibilità avrebbe Piazza Armerina, che oggi conta due rappresentanti in seno all’assemblea regionale, di potere eleggere propri rappresentanti all’assemblea regionale se aderisse ad un consorzio molto più grande? Nessuno. Questi sono soltanto alcuni aspetti di questa incompiuta, potremmo continuare con la scuola la sanità la viabilità,il personale in carico alle province e via dicendo. Concludo con una metafora; Castrarsi per far dispetto alla moglie non è cosa intelligente.
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